Cronologia Il Neolitico Medio

È molto probabile che in questo periodo gli abitanti della Sardegna fossero più numerosi, come sono più numerosi i ritrovamenti, e che avessero gli stessi caratteri razziali della fase precedente, così come non si discostano da certi caratteri tipici di quella successiva. Dai resti scheletrici rinvenuti a Cuccuru s'Arriu - Cabras - Oristano e dal ritrovamento di undici individui sepolti nella grotta Rifugio di Oliena si possono riconoscere i caratteri fisici della gente che produsse la cultura di Bonu Ighinu. Essi erano dolicomorfi (testa allungata) con cranio ovoide piuttosto basso, avevano conformazione generale robusta e spalle larghe. L'altezza negli uomini era di poco superiore a 1,60 m e a 1,50 m nelle donne.

Dai ritrovamenti sembra che gli abitati erano prevalentemente in grotta ed eccezionalmente all'aperto.

Un più ampio discorso va fatto per le sepolture, anche se le località dove la documentazione è più significativa sono due: Grotta Rifugio di Oliena e Cuccuru s'Arriu di Cabras. La grotta Rifugio è una cavità calcarea naturale non molto ampia terminante con un pozzo; a Cuccuru s'Arriu, invece, si hanno delle vere e proprie tombe del tipo a grotticella artificiale, con seppellimenti per lo più primari e di un solo individuo. Sono state messe in luce una ventina di tombe scavate nell'arenaria e presentanti per la maggioranza una camera unica di pianta più o meno ellittica. Si tratta delle tombe ipogeiche più antiche trovate in Sardegna. Il defunto veniva sepolto accovacciato sul fianco sinistro, con il viso volto verso il sole e verso l'ingresso della cella che era ad Est. Forse il defunto reggeva con la mano destra all'altezza del petto una statuina litica di donna obesa ed era circondato da ceramiche con offerte di pasto, microlitici trapezi in ossidiana e puntali in osso forse di carattere rituale.

La ceramica.

La caratteristica principale delle ceramiche della cultura di Bonu Ighinu, così denominata dai ritrovamenti avvenuti nella grotta Sa ucca de su tintirriolu in loc. Bunu Ighinu – Mara, è quella di una estrema eleganza e sobrietà sia nella forma che nella decorazione e negli elementi accessori, tutto ciò unito ad una tecnica di preparazione, plasmatura e cottura della ceramica particolarmente accurata, con superficie lucidissima, generalmente di colore nero o bruno. I vasi appaiono impreziositi da delicate decorazioni impresse o grafite a file semplici o doppie di puntini o di sottili e minute tacchete che segnano in genere il labbro e la carena dei recipienti, i bordi delle anse ecc.

L’arte figurata.

Le figure femminili trovate nelle sepolture sono state interpretate come dea madre, secondo alcuni e come semplice simbolo dell'amore terreno, secondo altri. Esse riproducono l’intera figura umana femminile obesa, o almeno steatopigica, con i due seni spesso rappresentati con un'unica lunga massa poco rilevata. Le braccia sono di solito distese lungo il corpo nelle statuine erette e portate sul petto nelle statuine sedute. Gli occhi e la bocca sono resi con dei tratti incisi orizzontalmente in rilievo. La donna viene rappresentata interamente nuda, salvo un basso copricapo del tipo a polos greco.