Cronologia

Il Paleolitico Superiore

Dalla recente scoperta dei resti della Grotta Corbeddu di Oliena emergono dei dati più precisi e documentati. In questo caso la datazione è offerta dal C14 (13.000 circa a.C.) che non solo conferma l'appartenenza del deposito più antico all'ultima glaciazione, ma ci indica anche che siamo nel Paleolitico Superiore (35.000 - 10.000 anni a.C.). In fondo ad una fossa scavata dall'uomo, forse per cercare acqua, sono venuti in luce in questa grotta, nel terzo strato dall'alto, dei resti scheletrici di cervo (megaceros cazioti), con incisioni e tagli artificiali e tracce di fuoco. Essi erano disposti in certi casi ordinatamente, forse per ragioni rituali. Sono stati rinvenuti, inoltre, dei rozzi strumenti in osso di cervo e qualche raro strumentario in pietra scheggiata, conosciuto come tipico di questo periodo. Bisogna tenere presente che i cervi risultano di gambe lunghe, e quindi per niente affetti da nanismo (forma di regressione anatomica tipica delle isole quando manchi la selezione dovuta alla presenza di grandi predatori), non è possibile ipotizzare altra causa di ciò che non sia l'attività esercitata dall'uomo. Nello strato mediano o secondo della grotta, sono stati trovati due frammenti di calotta cranica umani, i resti più antichi finora trovati in Sardegna. Sempre in questo secondo strato sono molti i resti di Prolagus Sardus (animale pleistocenico, roditore simile ad un grosso topo senza coda, probabile progenitore della lepre) ed in vari casi presentano tracce di fuoco, cioè di cottura.